Smart working, cosa succede dopo il 15 ottobre  


"Una fase delicata, in cui, a prescindere o meno dal rinnovo dello stato di emergenza deciso dal governo, si dovrà trovare un punto di equilibrio tra i protocolli che prevedono la tutela della salute dei lavoratori e il rientro in azienda". Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro alla Bocconi, presidente di Afol metropolitana (Agenzia formazione e orientamento al lavoro) di Milano e autore della legge 81/2017 (l'attuale norma in vigore sullo smart working), parla con Adnkronos/Labitalia del fenomeno più massiccio che ha interessato il mondo del lavoro all'epoca della pandemia: lo smart working. 

La possibilità di lavorare da remoto è infatti confermata per tutto il 2020 per la metà dei dipendenti della pubblica amministrazione, e fino al 15 ottobre per i dipendenti privati, e agevolazioni per genitori con figli minori di 14 anni. "Dopo il 15 ottobre - spiega Del Conte che è stato il predecessore di Mimmo Parisi alla guida dell'Anpal - lo smart working non sarà più legato all'emergenza e quindi tornerà il regime ordinario, quello per cui sostanzialmente è necessario un accordo tra il lavoratore e l'azienda o tra il sindacato e l'azienda". Tuttavia, in molti casi, le cose non saranno così semplici, osserva Del Conte.  

"Molte aziende, le più strutturate, si sono già preparate - spiega il professore - alla fase del ritorno, definendo un 'nuovo' smart working, uno smart working 2.0, che non è propriamente quello del pre-Covid19, né quello del Covid19, ma è una nuova formula più spinta verso un lavoro che prevede un'alternanza fisico-remoto, una distribuzione tra azienda e telelavoro con un principio di rotazione che dipende dall'organizzazione del lavoro e degli spazi". 

In pratica, molti potrebbero tornare a lavorare in ufficio per uno-due giorni la settimana o alternare una settimana in sede e una a casa o altre formule ancora. "Di fatto - spiega Del Conte - non siamo fuori dal pericolo sanitario, e ci sono i protocolli Inail da rispettare. Banalmente, molte aziende non potranno proprio prevedere il rientro dei lavoratori negli uffici e certamente nessun datore si vuole assumere la responsabilità di un rientro 'forzato', laddove tutti gli accordi, i decreti e i protocolli fin qui emanati parlano esplicitamente di 'favorire laddove possibile lo smart working'". 

"Siamo in una fase di transizione - dice Del Conte - in cui, da un lato, saremo, dopo il 15 ottobre, liberi di fare quello che vogliamo, dall'altro saremo condizionati dal rispetto delle regole sanitarie". Un incrocio che va risolto, osserva il presidente dell'Afol, "nelle realtà specifiche necessariamente in base al luogo e all'organizzazione del lavoro". 

"Non serve una legge, serve invece - aggiunge - più spazio alla contrattazione aziendale, di secondo livello". E a proposito di sindacati osserva: "Anche le organizzazioni sindacali sono tenute ad evolversi: dovranno riuscire a capire che un rapporto con la base si può avere anche senza il 'controllo' sul lavoro fisico, anche senza Rsa o Rsu, e che sarà più importante una contrattazione di qualità. Sarebbe un gravissimo errore se i sindacati si mostrassero ostili allo smart working: vorrebbe dire cercare di fermare il vento con le mani", sottolinea. 

Del Conte spiega poi che "il vero smart working è quello che sposta quote di responsabilità organizzativa sul lavoratore, abbinando la modalità di rendere la prestazione per obiettivi, per risultati, anziché per il tempo passato in un luogo di lavoro". 

Una rivoluzione che scardina alcuni 'dogmi' della nostra concezione dell'organizzazione del lavoro: basti infatti pensare che le retribuzione e i permessi sono conteggiati su base oraria. "Oggi il lavoro, i processi produttivi - osserva - si sono modificati, le imprese sono più 'leggere', molte catene di montaggio sono automatizzate e gestite da robot, e oggi un'azienda 'compra' e soprattutto dovrebbe pagare come tale, l'intelligenza delle persone". 

Questo uso della tecnologia, prosegue Del Conte, comporta "che si riducano gli investimenti in lavori di bassa qualità e si sposti il lavoro laddove produce più valore, e laddove si crea più ricchezza". Non a caso, cita Del Conte, "tutte le analisi fatte sulle prospettive dei lavori futuri ci dicono che la distruzione del lavoro dovuta alle nuove tecnologie è, e sarà sempre di più, concentrata sulle mansioni routinarie". "Per questo, per questi nuovi lavori di qualità occorrerà investire molto in formazione, a partire da una quota notevole delle risorse del Recovery Fund. Non sarà un caso che la Germania sforni 900.000 diplomati tecnici superiori all'anno e noi 9.000. E' evidente che abbiamo trascurato parecchio la materia istruzione e formazione professionale", sottolinea.  

Il 50% dei dipendenti pubblici che possono farlo rimarrà in smart working fino alla fine del 2020, e dal 1° gennaio del prossimo anno la quota salirà al 60%. In tutto, quasi un milione di lavoratori in lavoro agile nella Pa. "Lo smart working - dice ancora il presidente di Afol Metropolitana - può essere una leva formidabile di crescita della pubblica amministrazione, ma solo se smettiamo di parlare di 'furbetti del cartellino' e ci concentriamo, invece, su come un ufficio pubblico è organizzato e su come ogni persona possa contribuire all'efficienza nel rendere quel servizio pubblico per cui è stata assunta". 

Del Conte ricorda che "i problemi della Pa in smart working, evidenziati da alcuni, sono in realtà gli stessi della Pa con i dipendenti negli uffici". "Ma se c'è un dirigente di una struttura amministrativa in grado di assegnare i compiti, di fare piani di performance basati sui servizi pubblici resi e non su procedure amministrative interne, insomma di impostare il lavoro per risultati, lo smart working diventa una leva di efficienza", avverte. 

"Riorganizzando i dipartimenti per risultati faremmo fare alla Pa tutta un grande passo in avanti, con una spesa che si ridurrebbe notevolmente. Anche se tutto il risparmio ottenuto dalle minori spese per spazi, trasferte, mobilità, inquinamento, costi sociali di inquinamento, riscaldamento, corrente elettrica, cancelleria - conclude Del Conte - è solo un pezzo del vantaggio dello smart working, importante ma secondario all'interno dell'uso più razionale ed efficiente del lavoro pubblico".  

(di Mariangela Pani) 

Fonte Adnkronos


Bonomi a Conte: "Se si fallisce andiamo tutti a casa" 


''Da troppi anni in Italia manca una visione'', serve ''una visione alta e lungimirante''. Così il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, dal palco dell'assemblea che segna il suo debutto ufficiale ai vertici dell'associazione degli imprenditori. 

"Se si fallisce, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei - dice rivolto al premier Giuseppe Conte, seduto in platea - andiamo a casa tutti perché il danno per il Paese sarebbe immenso. Non ce lo possiamo permettere. E' tempo di azione comune, oppure non sarà un'azione efficace". E ricorda: "Presidente lei ha detto 'se sbaglio sull'utilizzo del Recovery Fund mandatemi a casa'. No signor presidente, se si fallisce non va a casa solo lei, andiamo a casa tutti" ribadisce. 

Scandisce Bonomi dal palco: "Servono scelte per l'Italia del futuro, scelte anche controvento. Serve il coraggio del futuro". Ancora, "serve una rotta precisa per dare significato complessivo alle misure. E per tracciare la rotta serve un approdo sicuro". Ed è per recuperare 25 anni di bassissima produttività che serve "un quadro netto e chiaro, di poche decisive priorità su cui riorientare la crescita del Paese e servono strumenti fini per indirizzare la politica economica e industriale dell'Italia", sottolinea.  

Inoltre "serve un nuovo grande patto per l'Italia" dice Bonomi ribadendo la necessità di una nuova alleanza tra imprese, sindacati e governo. "La nuova produttività che serve all'Italia dopo 25 anni di stasi deve considerare contestualmente le politiche di innovazione, la formazione e l'advance knowledge, la regolazione per promuovere l'efficienza dei mercati, le infrastrutture abilitanti sia fisiche sia istituzionali e interventi strutturali per la coesione sociale", spiega.  

Un "concetto ampio" di produttività su cui concentrare le azioni e le politiche nei prossimi anni, dice, "con l'obiettivo di massimizzare il ruolo di motore dello sviluppo del sistema delle imprese e del lavoro e dare centralità alla manifattura". 

"Questo è il fulcro del Patto che chiediamo al governo di scrivere: con noi e con tutte le parti sociali. Un grande patto", prosegue Bonomi ricordando gli appelli lanciati dal presidente della Repubblica. 

"Le ambiguità della politica non devono aggiungere ulteriore incertezza e sfiducia nel Paese" ammonisce il neo presidente degli imprenditori.  

"Nessun provvedimento di politica economica, nessuna misura istituzionale, nessun capitolo di spesa generano effetti positivi, rilevanti e durevoli senza che la strategia in cui si iscrivono venga compresa e validata dagli operatori economici. Il futuro - sottolinea - si può subire, attraversare o invece progettare. E occorre farlo da parte della politica e delle istituzioni coinvolgendo ogni grande soggetto della vita economica e sociale del nostro Paese non solo nell'ascolto ma nella definizione stessa delle priorità", rimarca. 

E ''il primo ad aver richiamato più volte, negli ultimi mesi, all'urgenza di fissare chiare priorità è stato il capo dello Stato". A Sergio Mattarella, afferma Bonomi, ''esprimo la più calorosa gratitudine e infinita stima per l'equilibrio e la fermezza con cui svolge il suo mandato di custode della Costituzione e di grande moderatore della nostra Repubblica''. 

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Provenzano: "Al Sud fino a 800 mila posti a rischio" 


"Rischiamo di arrivare a fine anno con 600 - 800 mila posti di lavoro in meno al Sud". Lo afferma in audizione sul Recovery in ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, sulla base delle stime del rapporto Svimez. Intervenendo davanti alla commissione Bilancio il ministro aggiunge che il Recovery plan "dà l'occasione di individuare obiettivi precisi e fabbisogni di investimento e questo fa la differenza".  

"Ritengo che il progetto" del Ponte sullo Stretto di Messina, ha aggiunto il ministro, "sia incompatibile con i tempi del Recovery fund e chi dice il contrario penso non abbia letto le carte della Commissione Ue". "Da quando sono nato so che il Ponte sullo Stretto è stato il grande alibi per non realizzare le infrastrutture", incalza Provenzano, sottolineando che il suo "impegno come ministro è controllare, monitorare e richiamare gli operatori ai loro vincoli" per realizzare le opere in cantiere.  

 

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Scuola, concorso dal 22 ottobre: unica prova scritta 


Confronto tra i sindacati della scuola e il ministero dell'Istruzione per discutere del concorso straordinario per i prof. Il concorso, per 32mila posti, che riguarderà i docenti precari che hanno svolto almeno tre anni di servizio. A quanto si apprende, sarebbe stata confermata la data del 22 ottobre per l'avvio del concorso straordinario, che si terrà su più giorni anche se ci sarà un'unica prova scritta.  

Le prove si svolgeranno in più giorni e, sempre secondo quanto viene riferito, si terranno fino al 9 novembre. La prova del concorso sarà composta da 5 quesiti a risposta aperta e da un quesito in lingua inglese. Inoltre, viene spiegato, ci sarà un protocollo di sicurezza specifico per le prove concorsuali, per le sedi di concorso. Per lo svolgimento si utilizzeranno non solo le sale informatiche delle scuole coinvolte ma anche le aule universitarie degli atenei che hanno offerto la loro collaborazione. Sono inoltre stati riaperti i termini per la presentazione delle candidature per le commissioni, il problema è come svolgere in sicurezza un concorso con tanti candidati. I sindacati hanno sollevato dubbi che riguardano principalmente la sorveglianza, le sanificazioni e i rischi che l'operazione imponente di realizzazione del concorso inevitabilmente comporta. 

 

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Superbonus, Conte: "Vogliamo estenderlo oltre il 2021" 


"Con il superbonus edilizio al 110% diventa concreta la possibilità di produrre lavoro e occupazione nel settore dell'edilizia perseguendo però l'obiettivo dell'efficientamento energetico, dell'adeguamento sismico delle abitazioni. Intendiamo estendere questo strumento anche oltre il 2021". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un videomessaggio trasmesso all'evento "Insieme per ricostruire - Proposte oltre l'emergenza", organizzato dall'Osservatorio "Riparte l'Italia" a Bologna. "Con il Recovery Plan - ha proseguito il capo dell'esecutivo - almeno il 37% delle risorse disponibili riguarderà investimenti green, quindi transizione energetica in settori strategici come l'automotive, il potenziamento della rete idrica, il contrasto al dissesto idrogeologico, l'efficientamento energetico degli edifici pubblici". 

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Conte: "Ripartenza? Italia può e deve osare" 


"Possiamo vincere sfida della ripartenza". Così il premier Giuseppe Conte in un videomessaggio inviato all'evento 'Insieme per ricostruire - Proposte oltre l'emergenza' organizzato dall'Osservatorio 'Riparte l'Italia' a Bologna. "L'Italia riparte solo se riparte la scuola. Siamo in giorni cruciali, l'anno scolastico è ripreso in maniera ordinata nel rispetto delle regole" ma "su scuola, università e ricerca il nostro Paese non può accontentarsi della situazione pre-pandemia. Dobbiamo preparare da subito un nuovo slancio", spiega. "Non disuniamoci nella fase cruciale della ricostruzione", l'invito del premier, "non accontentiamoci, l'Italia può e deve osare", sprona ancora Conte, che si dice "orgoglioso per i riconoscimenti sulla gestione della pandemia". 

"Veniamo da mesi molto difficili. Abbiamo combattuto e ancora stiamo affrontando una pandemia sconosciuta. Nei giorni scorsi autorevoli testate hanno riconosciuto all'Italia la capacità di aver gestito meglio di altri Paesi l'emergenza, tenendo sotto controllo l'epidemia. Da presidente del Consiglio sono orgoglioso di questi riconoscimenti", ha spiegato, aggiungendo: "Dobbiamo essere tutti fieri del comportamento esemplare dimostrato da tutta la comunità italiana". "Non dobbiamo disunirci, sfilacciarci nella fase cruciale della ricostruzione. Oltre alla sfida della resilienza possiamo vincere anche quella della ripartenza", avverte Conte. 

Superbonus, Conte: "Vogliamo estenderlo oltre il 2021" 

"Sul fronte economico - spiega ancora il premier - la pandemia ha spinto verso un maggiore protagonismo dello Stato in tutto il mondo ed è un dovere dello Stato fare uno sforzo per proteggere cittadini, famiglie e imprese e accompagnarle verso uno sviluppo sostenibile". 

Sul fronte delle infrastrutture, "in questi giorni firmerò un decreto per individuare i cantieri che avranno un percorso accelerato e relativi commissari. Ma non può essere velocità l'unica parola d'ordine della crescita. Questo percorso deve essere anche sostenibile"."Con il superbonus edilizio al 110% diventa concreta la possibilità di produrre lavoro e occupazione nel settore dell'edilizia perseguendo però l'obiettivo dell'efficientamento energetico. Intendiamo estendere questo strumento anche oltre il 2021", ha proseguito il presidente del Consiglio. 

"Qualcuno ha classificato alcuni provvedimenti emergenziali del governo come una pioggia di bonus, in realtà erano il giusto ombrello con cui riparare le categorie più esposte alla tempesta", ha aggiunto. 

Sulle Tlc, "l'innovazione dovrà rimanere in cima alla nostra agenda per la ripresa. L'Italia del boom economico trovò nell'autostrada del sole la risorsa capace di unire il Paese e favorirne la crescita. Oggi acceleriamo sul fronte dell'autostrada del nostro futuro: un'infrastruttura digitale unica in banda ultralarga, capace di proiettare velocemente il nostro Paese in avanti recuperando il terreno perduto".  

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Covid, allarme Cgia: rischio boom lavoratori in nero 


A causa del Covid l'Italia rischia un boom dei lavoratori in nero. Lo rileva la Cgia osservando che i lavoratori irregolari sono già 3,3 milioni, per lo più al Sud. A questo si aggiunge il fatto che la crisi determinata dall’emergenza sanitaria potrebbe far esplodere l’esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia. Stando alle previsioni dell’Istat, infatti, entro la fine di quest’anno circa 3,6 milioni di addetti rischiano di perdere il posto di lavoro, riferisce la Cgia.  

Secondo l'Ufficio studi della Cgia una parte di questi esuberi verrebbe assorbita dall’economia sommersa. Gli ultimi dati disponibili dicono che in Italia ci sono oltre 3,3 milioni di occupati in nero e il 38 per cento del totale è presente nelle regioni del Sud, producendo 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso. 

A livello territoriale la situazione più critica si presenta nel Mezzogiorno. A fronte di poco più di 1.253.000 occupati irregolari (pari al 38 per cento del totale nazionale), nel Sud il valore aggiunto generato dall’economia sommersa è pari a 26,8 miliardi di euro, che corrisponde al 34 per cento del dato nazionale. La realtà meno investita dal fenomeno è il Nordest: il valore aggiunto prodotto dal sommerso è pari a 14,8 miliardi di euro.  

Secondo l’ ultima stima redatta dell’Istat e relativa al 1° gennaio 2018, in Calabria il tasso di irregolarità 2 è pari al 21,6 per cento (136.400 irregolari), in Campania al 19,8 per cento (370.900 lavoratori in nero), in Sicilia al 19,4 per cento (296.300), in Puglia al 16,6 per cento (229.200) e nel Lazio al 15,9 per cento (428.200). La media nazionale è pari al 13,1 per cento. Le situazioni più virtuose, invece, si registrano nel Nordest. Se in Emilia Romagna il tasso di irregolarità è al 10,1 per cento (216.200 irregolari), in Valle d’Aosta è al 9,3 per cento (5.700), in Veneto al 9,1 per cento (206.400) e nella Provincia autonoma di Bolzano si attesta al 9 per cento (26.400). 

 

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Turismo, nasce Fondo nazionale. Franceschini: "Guarda al futuro" 


Cdp spinge sull'acceleratore per sostenere il turismo, "settore trainante per il paese, che sta soffrendo molto per le conseguenze della pandemia" come chiosa l'Ad di Cassa Fabrizio Palermo, e lancia d'intesa con il ministero dei Beni culturali un Fondo ad hoc dalla dotazione sostanziosa, ben 2 miliardi. Presentato oggi in una conferenza stampa, il Fondo punterà sulle strutture "iconiche" che rappresentano l’eccellenza della tradizione italiana dell’ospitalità, come la storica Villa Igiea a Palermo, già dimora della famiglia Florio.  

I contatti sono avviati in tutta Italia con Cassa depositi e prestiti che propone un "modello non invasivo che punta a sostenere e investire in sviluppo e ammodernamento" delle strutture. Agli attuali proprietari potrà infatti essere concesso un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo 'congruo', con la possibilità di reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione. 

"Il Fondo nazionale per il Turismo - spiega Palermo - si inserisce in una strategia di Cdp di forte sostegno al settore che ha un peso determinante sul pil, circa il 13%, e ha un peso ancora più rilevante, circa il 15%, in termini di occupazione". Di qui l'impegno di Cassa che con il Fondo "punta a investire in strutture storiche e iconiche del paese: si tratta di strutture rappresentative loro stesse di una destinazione, che muovono intere filiere e generano un indotto rappresentando un volano per il turismo italiano" prosegue l'Ad. 

Con il Fondo Nazionale del Turismo saranno mobilitati fino a 2 miliardi di euro, a valere sulle risorse di Cdp, per un totale di 750 milioni di euro, e su ulteriori fondi di investitori terzi. Il Ministero per i Beni Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il Decreto Rilancio, fino a 150 milioni di euro.  

"Con il lancio di questo Fondo Cdp completa i quattro importanti pilastri di sostegno al settore che fanno parte di una strategia lanciata due anni fa" sottolinea Palermo. Le quattro direttrici sono la formazione "per avere una classe manageriale in questo settore nei prossimi tre anni"; l'innovazione, con il lancio di un fondo focalizzato sul venture capital, con cui sono già state finanziate undici start up "con l'obiettivo di far nascere nuove iniziative".  

E ancora Palermo ha citato come pilastro dell'impegno sul turismo il "consolidamento dei gestori" con Cdp che ha già puntato su Rocco Forte e Th resorts. Infine la "valorizzazione degli asset immobiliari" a cui l'iniziativa del Fondo si ricollega con la volontà di "investire e sostenere lo sviluppo di asset alberghieri" che l'Ad di Cassa definisce "fondamentale".  

Lo stesso ministro della Cultura e del Turismo, Dario Franceschini, sottolinea l'importanza della riqualificazione alberghiera. ''Stiamo ragionando - spiega - perchè una parte importante del recovery fund sia finalizzata ad un intervento che concorderemo con le associazioni di categoria per incentivi alla riqualificazione delle nostre strutture ricettive''. 

L'idea del governo è quella di puntare sulla qualità. ''No al turismo low cost, che spesso - dice il ministro - passa e non lascia ricchezza. Dobbiamo puntare ad un turismo di qualità e con capacità di spesa, colto e che apprezza e rispetta la fragilità del nostro paesaggio''.  

Nello specifico ''questa operazione del Fondo nazionale - spiega Franceschini -aiuterà a superare le difficoltà per gli alberghi, che torneranno ad avere una redditività quando tornerà il turismo internazionale, e ad attraversare il deserto prima che la redditività torni. Quindi questo è uno strumento utile anche nell'emergenza, ma in prospettiva consente anche di finalizzare il tipo di intervento. Scegliere dove intervenire e indirizzare gli investimenti''. Si tratta insomma "di uno strumento importante per il mondo del turismo -conclude Franceschini- perchè investire in cultura e turismo non è soltanto un dovere, ma è anche una straordinaria opportunità economica'' 

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Fca, da ottobre rientro al lavoro per tutti dipendenti polo Torino 


Grazie ai molteplici investimenti sull’elettrificazione, si chiudono gli ammortizzatori sociali nel Polo produttivo torinese rappresentato dagli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco. A fine settembre, infatti, i due Plant cesseranno di utilizzare il contratto di solidarietà con il conseguente rientro al lavoro di tutti i dipendenti del Polo. E’ quanto si apprende negli ambienti industriali vicini all’azienda. 

Inoltre, per far fronte alle necessità legate al lancio dei nuovi modelli full electric (500 e Ducato) e Maserati, a partire dalla Ghibli Hybrid attualmente in fase di lancio, saranno assunti altri 20 apprendisti per profili specializzati (team leader, conduttore impianti automatici e manutentore) che andranno ad aggiungersi ai 50 già in fase di inserimento. Saranno assunti inoltre 8 giovani ingegneri per ruoli tecnico specialistici legati al lancio dei prodotti elettrici. 

Nello stesso tempo, prosegue, nel complesso di Mirafiori, la messa a regime dei macchinari e l'inserimento di personale necessario per la produzione di mascherine chirurgiche. Si tratta di una attività realizzata nell’ambito delle iniziative promosse dalle autorità governative nella lotta contro il coronavirus e per la quale è previsto l'utilizzo degli impianti per tre turni di lavoro al giorno. 

Da fonti aziendali trapela che la chiusura a fine settembre degli ammortizzatori sociali nel Polo produttivo di Torino sono l’ulteriore tassello di un ampio programma di valorizzazione e investimenti previsti nel comprensorio di Mirafiori che trovano ulteriori esempi concreti nell’impianto di Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici, nel centro di assemblaggio di batterie (Battery Hub) e nel progetto pilota Vehicle-to-Grid inaugurato nei giorni scorsi. Le fonti osservano, inoltre, come, nell'insieme, si tratti di azioni che confermano che per Fca il Polo produttivo di Torino ha un ruolo guida a livello europeo sul fronte dello sviluppo dell'elettrificazione non solo sui nuovi prodotti ma anche sull’ecosistema che li circonda.  

PATUANELLI - ''C'è una grande attenzione del governo sul piano industriale da più 5 mld in Italia e c'è attenzione a garantire a che i fornitori che oggi garantiscono le componentistiche per il gruppo Fca non solo possano continuare a farlo ma abbiano l'opportunità di crescita grazie alla crescita del gruppo'' dice il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenendo al question time della Camera.  

Patuanelli sottolinea poi che ''il combinato disposto dei progetti sulla produzione di batterie e sul progetto V2G consentiranno nuove assunzioni di apprendisti, ingegneri e progettisti nelle prossime settimane''.  

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Conte: "In Paesi vicini salgono i contagi, non abbassare la guardia" 


“La pandemia ha dimostrato che il benessere di ciascuno dipende dal benessere di tutti noi. E’ stata una prova difficilissima ma non è ancora terminata: non dobbiamo abbassare la guardia. Nei Paesi vicini al nostro salgono i contagi”, per questo occorre “non abbassare la guardia e rispettare le regole”, e, contemporaneamente, “avviare la ricostruzione del tessuto sociale ed economico” del Paese. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenendo alla presentazione del rapporto Welfare Index Pmi 2020, oggi a Roma.  

"Dobbiamo essere più ambiziosi - ha sottolineato il presidente del Consiglio - Le risorse del Recovery Fund ci consentiranno di reinventare il Paese”, di dar vita a “una nuova normalità migliore della precedente”.  

“In questa condizione - ha aggiunto il premier - la sostenibilità ambientale e il tener conto delle ricadute sociali delle iniziative d'impresa deve far parte del nostro Dna. Non c'è crescita che sia affidata solo al Pil, senza sviluppo ambientale e sostenibile. La nostra competitività non sarà solo in termini di crescita del Pil, ma di crescita del benessere esistenziale”, ha rimarcato Conte.  

Quanto alle pmi, "nervo costitutivo del nostro tessuto economico, hanno dimostrato una grandissima resilienza" alle prese con la pandemia, ha detto il presidente del Consiglio. "So che dentro ci sono tantissimi sacrifici", il Covid "ha avuto un impatto impensabile, non era affatto semplice. Mi ha davvero sorpreso la capacità di reazione delle pmi" ha sottolineato.  

Il premier ha inoltre rimarcato la capacità dimostrata dalle pmi di "attrezzare lo smart working quando non erano attrezzate per farlo, addirittura hanno realizzato attività formative. Una sperimentazione efficace" che va portata avanti "per proseguire in questa direzione".  

A chi gli chiedeva se fosse soddisfatto dei risultati del voto di ieri, mentre entrava nel centro congressi Roma eventi dove era atteso al Welfare Index Pmi 2020, Conte ha risposto: "Soddisfatto". “Sono contento della squadra di governo: soddisfatto perché è una squadra coesa, tutti i ministri hanno sin qui lavorato con grande impegno e coesione. Non mi sembra che il Pd ponga il tema del rimpasto, ma pone un problema di rilancio dell'azione anche alla luce della sfida del Recovery e su questo sono assolutamente d’accordo. Io non avverto assolutamente l'esigenza di un rimpasto”, ha poi aggiunto.  

E dopo aver augurato “buon lavoro a tutti i governatori e agli eletti. Avranno tanto da fare: l'Italia deve correre, dobbiamo lavorare nell'interesse generale, loro in particolare guardando ai bisogni delle comunità territoriali, ma la direzione è chiara. Dobbiamo tutti marciare, insieme, per migliorare il nostro Paese", sull'inserimento dello ius soli o lo ius culturae nell'agenda ha risposto: "Ci rifletteremo...". 

Fonte Adnkronos


Serie A, c'è il via libera: stadi aperti per mille persone 


Da domani stadi di serie A aperti per mille persone a incontro. E' quanto si è appreso dalla videoconferenza convocata dal ministro Francesco Boccia, presenti il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, i ministri Spadafora e Speranza, i governatori Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio e Fontana. 

Si parte subito con i 1000 ingressi della serie A, si lavorerà da qui al 7 ottobre per dare un contributo condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo Dpcm, anche in base alle valutazioni di ministero della Salute e Cts della curva epidemiologica, dopo l'apertura delle scuole, per definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva. 

Gravina: "Aprire stadi anche in Serie B e Serie C" 

"Il mio obiettivo è quello di consentire la partecipazione del pubblico per tutti gli sport e per tutte le categorie - ha poi spiegato su Facebook il ministro delle politiche giovanili e dello Sport Vincenzo Spadafora - arrivando a definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza reale degli impianti: l’impegno che ci siamo presi durante l’incontro è quello di metterci subito al lavoro su questo. Occorre mantenere cautela, rigore e attenzione per riaprire bene, gradualmente, e non essere costretti a chiudere di nuovo: il quadro epidemiologico a livello europeo non è incoraggiante, noi dobbiamo stare attenti ed evitare precipitose fughe in avanti".  

"Ieri il Comitato Tecnico Scientifico, su mia forte insistenza e dopo aver valutato nei giorni scorsi non ancora applicabile il protocollo della Lega Serie A, ha finalmente aperto uno spiraglio consentendo agli eventi sportivi 'singoli' di avere fino a 1000 spettatori - ha proseguito Spadafora su Facebook -. Ha espresso ancora un no secco alla presenza di migliaia di spettatori agli 'eventi continuativi', tipo i campionati, accettando però la richiesta del Dipartimento per lo sport di aprire un percorso comune in vista del prossimo DPCM, che entrerà in vigore dal 7 ottobre, anche alla luce dell’analisi dei dati successivi all’apertura delle scuole. Nel frattempo i presidenti di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno autonomamente deciso di aprire ai 1000 spettatori anche le partite di Serie A che si terranno sul loro territorio".  

"Per questo motivo oggi pomeriggio, d’intesa col Ministro Boccia, che ringrazio per il prezioso lavoro di coordinamento, è stata convocata una riunione con i presidenti di Regione. Al fine di non fare disparità tra le squadre e come sperimentazione in vista delle prossime aperture, ho chiesto che questa decisione venisse estesa a tutto il territorio nazionale. Ringrazio il Ministro Speranza e i presidenti delle Regioni per aver condiviso questa linea. In vista della ripresa degli altri campionati valuteremo una soluzione equa anche per la serie B, C, e Lega Pro", ha concluso il ministro. 

Fonte Adnkronos


Igienista Signorelli: "Sì a pubblico negli stadi, rischio Covid basso all'aperto"  


"Io ho sempre ritenuto che all'aperto il rischio di trasmissione di questa malattia sia molto basso, non inesistente, ma molto basso. Gli stadi all'aperto permettono distanze che garantiscono la possibilità di avere un pubblico limitato e numericamente proporzionato alla capienza". Lo afferma all'Adnkronos Salute Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che commenta il via libera, in alcune regioni, a un pubblico limitato negli eventi sportivi come le partite di calcio.  

Secondo Signorelli, "il vero problema di queste aperture è la questione degli accessi alle strutture, ovvero i trasporti. Per questo credo che sia corretto che la decisione sull'apertura al pubblico venga presa dagli enti locali che conoscono la situazione e possono decidere se ci sono o meno rischi di assembramento e quali sono le dinamiche, perché - conclude - magari c'è un parcheggio per 2mila macchine e la quota di pubblico è di mille persone, tutti vanno in auto e non ci sono assembramenti".  

Fonte Adnkronos


Lombardia e Veneto riaprono gli stadi, il governo convoca le Regioni 


A quando si apprende stata convocata per questo pomeriggio alle 17.30 una riunione politica alla presenza dei ministri Spadafora, Speranza e Boccia sulle problematiche relative alla capienza degli stadi per eventi sportivi. La riunione, che si terrà in video conferenza, segue la decisione di alcune Regioni di riaprire parzialmente al pubblico gli impianti.  

In Lombardia, a decorrere da oggi, "è consentita la presenza del pubblico durante gli eventi e le competizioni sportive, ivi compresi quelli riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, di ogni disciplina, all’interno di impianti sia all’aperto che al chiuso, limitatamente a quei settori nei quali sia possibile assicurare posti a sedere da assegnare ai singoli spettatori per l’intera durata dell’evento e nel rispetto delle misure previste dall’allegato della presente ordinanza", si legge nel testo firmato oggi dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e che "produce effetti fino al 15 ottobre 2020".  

Sempre oggi la Regione Veneto ha annunciato il via libera alla presenza del pubblico negli impianti sportivi per un massimo di 1.000 persone negli impianti all'aperto e 700 in quelli al chiuso, secondo quanto previsto dall'ordinanza firmata dal presidente Luca Zaia e valevole da oggi fino al 3 ottobre prossimo.  

Nessuna apertura però, nemmeno parziale, allo stadio Bentegodi di Verona dove questa sera si gioca Hellas Verona-Roma valida per la prima giornata di campionato. La decisione è dovuta alla mancanza di tempo per rendere operativa l'ordinanza e organizzare in tempi strettissimi una eventuale vendita di biglietti e l’assistenza interna con steward sugli spalti.  

Intanto ieri, con l’ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini, anche la Regione Emilia-Romagna aveva detto sì alla presenza del pubblico (fino a mille persone) a Parma e a Reggio Emilia per le due partite – dei gialloblù e del Sassuolo - del campionato di serie A di calcio in programma domenica 20 settembre e al Gran Premio di Formula 1 (fino a 13.147 persone) in programma dal 31 ottobre al 1 novembre a Imola. 

"Non mi piace dirlo, ma lo devo fare a voce alta, il calcio merita rispetto, bisogna pianificare le cose dialogando", ha rimarcato il presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, commentando ai microfoni di 'Radio Deejay' la mini-apertura degli eventi sportivi al pubblico e sottolineando di non essere stati ascoltati dal ministero dello Sport guidato da Vincenzo Spadafora. 

"A luglio abbiamo fatto con i migliori consulenti in circolazione uno studio di 300 pagine su come riaprire gli stadi in totale sicurezza, nessuno ci ha mai chiamato nemmeno per affrontare questo discorso -ha proseguito Dal Pino-. Il Cts fa enormi sforzi per occuparsi del paese, siamo grati a loro per quello che stanno facendo. Ma rispetto al nostro ministero dello sport il dialogo non è quello che dovrebbe essere".  

"Il calcio rappresenta una delle più grandi industrie italiane, con un grande gettito tributario e previdenziale, dà lavoro a 300mila persone fra diretto e indiretto, e rappresenta un fenomeno sociale importante. Mi spiace dirlo, ma devo dirlo a voce alta, c' è bisogno di rispetto. Da parte nostra c'è un movimento che ha poco ascolto", ha sottolineato. 

A stretto giro la replica del ministro per lo Sport. "Ho letto con stupore le dichiarazioni di Dal Pino sulla mancanza di dialogo tra il Governo e il mondo del calcio - le parole di Spadafora - L’attenzione è stata costante, le soluzioni trovate per portare a termine lo scorso campionato e iniziare nei tempi quello che comincia oggi sono state condivise. Abbiamo assicurato una attività continua e giornaliera di supporto: solo per citare alcune delle cose, l'audizione di lunedì scorso al Comitato tecnico scientifico, richiesta da me a seguito della bocciatura del protocollo per la riapertura degli stadi, che non è affatto stato ignorato come sostiene Dal Pino, ha avuto come oggetto anche i protocolli per l'alleggerimento della frequenza dei tamponi, su cui ha discusso nuovamente il Cts ieri e su cui stiamo attendendo le decisioni".  

"Ricordo poi la norma per il corridoio per gli atleti stranieri che possono quindi derogare alla quarantena e senza la quale non sarebbero ripartiti i campionati, e le tante singole segnalazioni che abbiamo ricevuto da molti club e che abbiamo aiutato a risolvere, dalle partite fino ad arrivare ai protocolli per la riapertura di tutto il calcio dilettantistico nonché il grande risultato ottenuto dell'apertura del Cts in merito all'apertura degli stadi a partire da ottobre", ha proseguito il ministro. 

"Pochi giorni fa il presidente della Figc è stato ricevuto dal presidente del Consiglio, e a seguito dell’incontro a Palazzo Chigi si è confermata la volontà comune di riaprire gradualmente gli stadi a partire da ottobre, in attesa dell’analisi delle curve dopo la riapertura delle scuole", ha precisato Spadafora. 

"Il Dpcm in vigore dai primi di agosto e rinnovato a settembre consente dei margini di intervento ai presidenti delle Regioni, ed alcuni hanno deciso di aprire gli stadi nei loro territori, seguendo le norme previste", ha spiegato il ministro Spadafora.  

"Riceverò con piacere il presidente Dal Pino nei prossimi giorni: la ripresa del campionato è una buona notizia per tutti gli appassionati e gli sportivi, tra cui il sottoscritto. Spero in una stagione di sport entusiasmante e faccio il mio in bocca al lupo a tutte le squadre coinvolte”, ha concluso. 

Fonte Adnkronos


Renzi a Salvini: "Senza Recovery Fund userai soldi del Monopoli?" 


"Se non si prendono i soldi dell'Europa, come si fanno a pagare gli stipendi? Alla fine vorrei dire a Salvini: 'Tu che dici di no ai soldi del Mes e del Recovery fund, come lo paghi lo stipendio del medico o dell'infermiere, o del poliziotto e dell'insegnante? Con i soldi del Monopoli?". Lo ha detto il senatore di Italia Viva Matteo Renzi ospite ai microfoni di Lady Radio.  

"Salvini sta raccontando una serie di balle e i toscani rischiano di essere le vittime di questo ragionamento - ha aggiunto Renzi - Perché se vince la Ceccardi noi di fatto siamo l'appendice della Padania, se vince Giani, che ha corso in tutti i Comuni della Regione e conosce tutto di tutti, noi andiamo a prendere i soldi europei e li spendiamo bene". "Mi dispiace che Salvini sia scappato un'altra volta: gli ho chiesto più volte un confronto con me, ma gli è bastato quello di un anno fa a Porta a Porta" ha detto ancora il leader di Italia Viva. 

Fonte Adnkronos


Reddito emergenza, come e fino a quando fare domanda 


A partire da ieri, martedì 15 settembre, è nuovamente possibile presentare la domanda di Reddito di Emergenza (Rem), la misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza da Covid-19. Lo comunica l'Inps. La nuova domanda può essere presentata da uno dei componenti del nucleo familiare individuato come il richiedente il beneficio, entro il termine perentorio del 15 ottobre 2020.  

Il decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, ha previsto infatti il riconoscimento, a domanda, di un’ulteriore mensilità di Rem, in aggiunta a quanto eventualmente già erogato ai sensi del precedente decreto legge n. 34/2020. La nuova domanda può essere presentata da uno dei componenti del nucleo familiare individuato come il richiedente il beneficio, entro il termine perentorio del 15 ottobre 2020, attraverso i seguenti canali: 1. sito internet dell’Inps (www.inps.it), autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica; 2. enti di patronato; 3. centri di Assistenza fiscale. 

Fonte Adnkronos


 Migranti, von der Leyen: "Aboliremo regolamento Dublino"  


La pandemia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2 ha messo a nudo "la fragilità" del mondo. "Un virus mille volte più piccolo di un granello di sabbia ha fatto vedere quanto delicata possa essere la nostra vita. Ha messo a nudo le difficoltà dei nostri servizi sanitari e i limiti di un modello che dà più valore alla ricchezza che al benessere". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, durante il discorso sullo Stato dell'Unione nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Negli ultimi sei mesi, ha poi sottolineato, "i nostri servizi sanitari e i lavoratori della sanità hanno fatto miracoli". L'Europa, aggiunge von der Leyen, "deve continuare a proteggere vite", specie ora che siamo "in mezzo ad una pandemia che non dà segni di perdere spinta o intensità. Sappiamo quanto velocemente i numeri possono sfuggire al nostro controllo, quindi dobbiamo continuare a gestire questa situazione con estrema attenzione, unità e responsabilità". 

Dato che quella provocata dalla Covid-19 "è una crisi globale", bisogna trarne "lezioni globali. Per questo, con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e con la presidenza italiana del G20, convocherò un summit globale sulla salute l'anno prossimo in Italia", ha quindi annunciato von der Leyen. 

L'Italia assumerà la presidenza del G20 nel 2021, per la prima volta nella storia, dopo l'Arabia Saudita che ha attualmente la presidenza. Nato nel 1999 per riunire i ministri delle Finanze e i banchieri centrali, con la crisi finanziaria del 2008 il G20 si è evoluto salendo al livello dei capi di Stato e di governo, affrontando, oltre che temi macroeconomici, anche questioni socio-economiche e che riguardano lo sviluppo. 

Scontro con eurodeputato Afd, la presidente lo zittisce 

"ABOLIREMO REGOLAMENTO DUBLINO" - "Posso annunciare che aboliremo il regolamento di Dublino. Lo rimpiazzeremo con un nuovo sistema europeo di governance delle migrazioni. Avrà strutture comuni per l'asilo e per i rimpatri", insieme a "un forte meccanismo di solidarietà", dice la presidente della Commissione Europea, replicando agli interventi degli eurodeputati riuniti in plenaria. Mercoledì prossimo la Commissione presenterà il Migration Pact, la nuova proposta di riforma del sistema Ue di asilo e per la gestione delle migrazioni. 

"Salvare vite umane non è un optional. E quei Paesi che adempiono ai loro doveri giuridici e morali o che sono più esposti di altri devono poter contare sulla solidarietà dell'intera Ue", ha poi sottolineato. "Voglio essere chiara - ha aggiunto - se noi acceleriamo, mi aspetto che accelerino anche tutti gli Stati membri. Le migrazioni sono una sfida europea e tutta l'Europa deve fare la sua parte".  

RECOVERY FUND - Next Generation Eu, il piano Ue per la ripresa, "è la nostra opportunità per far sì che il cambiamento avvenga perché è stato progettato, non perché c'è stato un disastro o un diktat da parte di altri nel mondo", ha aggiunto la presidente. Il piano servirà "ad emergere più forti, creando opportunità per il mondo di domani", anziché limitarsi "a rispondere all'emergenza, con gli occhi rivolti al mondo di ieri", ha spiegato. 

CLIMA E FINANZA VERDE - Dopo aver condotto "un'ampia consultazione pubblica e un'estesa valutazione di impatto", la Commissione Europea "proporrà di aumentare l'obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 ad almeno il 55%" rispetto ai livelli del 1990 (attualmente è del 40% al 2030), ha quindi annunciato la presidente della Commissione Europea. Raggiungere questo obiettivo, ha continuato von der Leyen, "metterebbe l'Ue saldamente sul percorso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e per rispettare i nostri obblighi previsti dall'accordo di Parigi". La valutazione di impatto "mostra che la nostra economia e la nostra industria possono gestire" una riduzione delle emissioni di questa portata". E, "se altri seguiranno il nostro esempio, il mondo riuscirà a contenere il riscaldamento sotto 1,5 gradi Celsius" rispetto ai livelli preindustriali. 

"Possiamo farcela e abbiamo già dimostrato di potercela fare", aggiunge von der Leyen. L'Ue "dev'essere all'avanguardia" nella riduzione delle emissioni. Per l'Ue, "l'obiettivo al 2030 è ambizioso, raggiungibile e benefico per l'Europa". E "con il Just Transition Fund sosterremo le regioni che devono fare i cambiamenti maggiori e più costosi", ha spiegato. 

L'Unione Europea è "leader nella finanza verde", siamo "i primi emittenti al mondo di green bond". Oggi "posso annunciare che fisseremo un obiettivo per raccogliere il 30% dei 750 mld di euro di Next Generation Eu attraverso obbligazioni green", ha detto ancora von der Leyen. Inoltre, "Next Generation Eu investirà in progetti europei guida, a grande impatto: l'idrogeno, le ristrutturazioni e un milione di punti di ricarica" per i veicoli elettrici, ha detto ancora. 

"Voglio che Next Generation Eu faccia partire un'ondata europea di ristrutturazioni" edilizie, per trasformare il settore delle costruzioni da "fonte di emissioni" quale è oggi in un "pozzo di assorbimento" di anidride carbonica, cosa che si può fare usando "materiali da costruzione naturali come il legno e tecnologie come l'intelligenza artificiale", ha aggiunto. L'Ue diventerà così "un leader dell'economia circolare", spiega. 

SALARI MINIMI - La Commissione Europea presenterà "una proposta di legge per sostenere gli Stati membri nel creare uno schema per i salari minimi. Tutti devono avere accesso ad un salario minimo, o attraverso accordi collettivi o attraverso salari minimi per legge", spiega ancora la presidente. "Sono una forte sostenitrice della contrattazione collettiva - precisa von der Leyen - la proposta rispetterà pienamente le tradizioni e le competenze nazionali". 

SCHENGEN - Nell'Ue "dobbiamo ristabilire le quattro libertà", di circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali, "totalmente e il prima possibile". Il "fulcro" è "un'area Schengen di libera circolazione pienamente funzionante. Proporremo una nuova strategia per il futuro di Schengen", ha annunciato von der Leyen. 

"ECONOMIA UMANA" - Per von der Leyen, l'Europa si basa sulla "economia sociale di mercato", che è "soprattutto un'economia umana, che ci protegge dai grandi rischi della vita: la malattia, la sfortuna, la disoccupazione e la povertà". E' un'economia che "offre stabilità e ci aiuta ad assorbire meglio gli choc" e "crea opportunità e prosperità, promuovendo innovazione, crescita e concorrenza leale", sottolinea. 

"Possiamo prevedere che le nostre economie inizino a ripartire, dopo una caduta del Pil del 12% nel secondo trimestre. Ma, con il virus, resta l'incertezza, qui in Europa e in giro per il mondo. Quindi, non è certamente il momento di ritirare il sostegno" all'economia, ha spiegato ancora, continuando: "Le nostre economie hanno bisogno di supporto e dovrà essere trovato un delicato equilibrio tra i sostegni finanziari e la sostenibilità dei conti pubblici". 

BREXIT - I negoziati "sono sempre difficili, ci siamo abituati. E la Commissione ha il negoziatore migliore e più esperto, Michel Barnier. Ma i colloqui" con Londra sulla relazione futura tra Ue e Regno Unito "non hanno fatto progressi, come avremmo desiderato. E ci resta pochissimo tempo", ha sottolineato. Per negoziare l'accordo di ritiro del Regno Unito dall'Ue "ci sono voluti tre anni", un testo che garantisce, tra l'altro, "i diritti dei cittadini e gli accordi del Venerdì Santo", che hanno messo fine alla guerra civile nell'Irlanda del Nord. L'accordo "è stato ratificato da questo Parlamento e dalla House of Commons: non può essere cambiato unilateralmente, trascurato o disapplicato. E' una questione di diritto, di fiducia e di buona fede", ha sottolineato ancora la presidente della Commissione Europea. 

Von der Leyen si è poi tolta la soddisfazione di citare un'icona dei Tories: "Non lo dico solo io - ha aggiunto - vi ricordo le parole di Margaret Thatcher: 'La Gran Bretagna non viola i trattati. Sarebbe un danno per la Gran Bretagna, per i rapporti con il resto del mondo e per qualsiasi futuro accordo di libero scambio'. Era vero allora ed è vero oggi: la fiducia - ha concluso - è il fondamento di qualsiasi partnership forte". 

RUSSIA - "A coloro che chiedono legami più stretti con la Russia, ricordo che l'avvelenamento di Aleksei Navalny non è una novità. Abbiamo visto il sistema in Georgia e in Ucraina, in Siria, a Salisbury e nelle interferenze nelle elezioni in giro per il mondo", ha quindi sottolineato von der Leyen. "Questo sistema non si modifica e non c'è gasdotto che possa cambiare questo fatto", aggiunge con un trasparente riferimento al Nord Stream 2, il contestato progetto di raddoppio del gasdotto che collega la Germania (Greifswald, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore) alla Russia (a Ust Luga, poco a sud di San Pietroburgo), attraverso il Mar Baltico. 

CINA - La Cina per l'Ue resta "un partner nei negoziati, un concorrente economico e un rivale sistemico", ha poi detto von der Leyen. La relazione con Pechino per l'Ue, ha continuato, è "una delle più importanti strategicamente" ma anche "una delle più difficili". Con la Cina "abbiamo interessi in comune" sul cambiamento climatico, ma "ci aspettiamo che rispetti gli impegni presi a Parigi". In campo economico, "c'è ancora molto da fare su un equo accesso al mercato per le imprese europee, sulla reciprocità e sull'eccesso di capacità produttiva. Continuiamo ad avere una partnership sbilanciata nel commercio e negli investimenti", ha concluso von der Leyen. 

GAS - Per la presidente della Commissione Ue, il rientro in porto delle navi da trivellazione turche che erano impegnate in acque rivendicate da Grecia e Cipro "è un passo nella giusta direzione. E' necessario per creare uno spazio per il dialogo, del quale c'è estremo bisogno. Astenersi da azioni unilaterali e riassumere i colloqui in buona fede è l'unico modo per andare avanti. E' l'unica via per la stabilità e per soluzioni durature".  

BARDA EUROPEA - Per affrontare meglio le minacce alla salute pubblica di natura tranfrontaliera, come la Covid-19, anzitutto "proporremo di rafforzare e dare più poteri all'Ema e all'Ecdc". E poi "costruiremo una Barda europea", assicura la presidente della Commissione Europea. La Barda (Biomedical Advanced Research and Development Authority) è un'agenzia pubblica Usa che ha investito pesantemente per finanziare le case farmaceutiche, in modo che inizino a produrre i vaccini quando ancora non è sicuro che siano efficaci, con tutti i rischi finanziari che un'operazione simile comporta e che non possono essere assunti in proprio da una società privata, che risponde a degli azionisti. L'Ue ha recuperato una parte del ritardo che aveva accumulato in questo campo avviando discussioni con diverse case farmaceutiche per siglare contratti di acquisto anticipato (il primo è stato firmato il 27 agosto con AstraZeneca). 

CONCORRENZA - Gli ultimi sei mesi "hanno accelerato" la transizione verde e quella digitale dell'economia Ue, "in un periodo in cui il contesto competitivo sta cambiando in modo radicale. E' per questo che adatteremo la nostra strategia industriale nella prima metà del 2021 e adatteremo anche il nostro quadro regolatorio sulla concorrenza, che deve mantenersi al passo ha quindi annunciato la presidente. 

 

Fonte Adnkronos


Scuola, Ricciardi: "Due settimane per capire impatto epidemiologico riapertura" 


"E' ancora presto dal punto di vista epidemiologico: per" capire l'impatto della riapertura delle scuole "dobbiamo aspettare almeno due settimane. Dal punto di vista organizzativo, invece, rimettere in moto 10 milioni di persone è stato un fatto positivo, con qualche disguido qui è lì". E' il giudizio di Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto a SkyTg24. 

"Dobbiamo inseguire questo virus, che circola ancora in maniera molto diffusa in tutte le regioni italiane, ed è estremamente importante identificare subito la persona positiva e tracciare. Per questo è importante l'app Immuni", ha aggiunto Ricciardi commentando i primi casi di positività registrati tra gli alunni. 

Fonte Adnkronos


Sardegna, governo impugna ordinanza su stretta ingressi  


E' stata impugnata questa sera dal governo, davanti al Tar Sardegna, l’ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas. L’esecutivo nazionale contesta la parte nella quale si prevede per chi si reca sull’isola la presentazione all’imbarco di una certificazione di negatività al Covid, e in caso contrario l’obbligo a sottoporsi a tampone molecolare o antigenico entro 48 ore dall’arrivo in regione.  

Fonti del ministero degli Affari regionali spiegano all'Adnkronos che l’ordinanza “ha creato caos e ritarda invece l’attuazione delle norme esistenti approvate all’unanimità dalle Regioni”. Il governo, viene inoltre rimarcato dalle stesse fonti, “è accanto alla Sardegna e alla comunità sarda e vogliamo tamponi per tutti in sicurezza. Ma l’ordinanza impugnata ha invece solo aumentato il caos e allontanato la regione dalle norme di sicurezza sanitaria condivise, norme - viene infine rivendicato - che stanno funzionando in tutta Italia”. 

Fonte Adnkronos


Oms: "Se la scuola chiude effetti devastanti"  


"Date le conseguenze devastanti sui bambini, i giovani e la nostra società nel suo complesso, la decisione di chiudere le scuole dovrebbe essere l'ultima spiaggia", una soluzione "temporanea e solo a livello locale in aree con un'intensa trasmissione di Covid-19". E' il monito lanciato dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, oggi durante un incontro sul tema Covid-19 e ragazzi e sul ritorno fra i banchi di scuola.  

"In molti Paesi - ha ricordato il Dg - servizi essenziali per la nutrizione e l'immunizzazione sono stati interrotti e milioni di bambini hanno perso mesi di scuola". 

"Durante la chiusura delle scuole, la continuità dell'istruzione dovrebbe essere garantita attraverso l'apprendimento a distanza", ha esortato il Dg. Ci sono tanti nodi da sciogliere, ha puntualizzato. Per esempio "i potenziali effetti a lungo termine" di Covid-19 "sulla salute in coloro che sono stati infettati rimangono sconosciuti". Quanto ai bambini, "sebbene siano stati in gran parte risparmiati da molti degli effetti più gravi del virus, hanno sofferto in altri modi. Le misure adottate in una comunità per ridurre il rischio di trasmissione di Covid-19 ridurranno il rischio anche nelle scuole".  

In alcuni Paesi si è tornati fra i banchi. "In altri le scuole rimangono chiuse", ha evidenziato Tedros annunciando che "per sostenere i Paesi in ogni situazione, l'Oms con Unesco e Unicef hanno pubblicato ieri una guida aggiornata sulle misure di salute pubblica relative alla scuola nel contesto di Covid-19". La guida fornisce "consigli pratici per le scuole in aree senza contagi, in aree con casi sporadici, o con gruppi di casi o in una situazione di trasmissione comunitaria".  

Quanto alla riapertura degli istituti scolastici, "il tempo durante il quale le scuole rimangono chiuse dovrebbe essere utilizzato per mettere in atto misure per prevenire e rispondere alla trasmissione" del virus "quando gli istituti riaprono", ha ammonito il Dg. "Tenere i bambini al sicuro a scuola non è un lavoro solo per il sistema istruzione, o per i soli governi o per le famiglie. È un lavoro che spetta a tutti noi, e dobbiamo lavorare insieme. Come diciamo spesso - ha aggiunto - non c'è rischio zero. Ma con la giusta combinazione di misure, possiamo mantenere i nostri figli al sicuro e insegnare loro che la salute e l'istruzione sono due dei beni più preziosi della vita". 

"Dall'inizio della pandemia, capire come Covid-19 colpisce i più giovani è stata una questione prioritaria. A 9 mesi dall'inizio della pandemia rimangono molte domande, ma stiamo iniziando ad avere un quadro più chiaro. Sappiamo che i bambini e gli adolescenti possono essere infettati e possono infettare altri. Sappiamo che questo virus può uccidere anche loro, ma che i bambini tendono ad avere un'infezione più lieve e ci sono pochissimi casi gravi e decessi per Covid-19 tra bambini e adolescenti" è il quadro tracciato dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità. "I dati che abbiamo mostrano che meno del 10% dei casi segnalati di Covid-19 e meno dello 0,2% dei decessi riguardano persone di età inferiore ai 20 anni" ha spiegato.  

"Sono necessarie ulteriori ricerche - ha sottolineato il Dg - sui fattori che aumentano il rischio di malattia grave da Covid-19 e di morte tra bambini e adolescenti. Vogliamo tutti vedere i bambini tornare a scuola e vogliamo tutti assicurarci che le scuole siano gli ambienti di apprendimento e di supporto sicuri che dovrebbero essere. Le scuole fanno parte di una comunità. In effetti, le scuole collegano le comunità". 

Fonte Adnkronos


Immunologo Minelli: "Medico e infermiere in ogni scuola"  


"Prescindendo a priori dai banchi monoposto, dalle rotelle applicate eventualmente sotto i loro piedi, dai divisori in plexiglass tra uno studente e l'altro, una qualche domanda mi ritorna insistente nella testa: piuttosto che far fare ai docenti e ai dirigenti scolastici, nelle varie ore della giornata, gli assistenti sanitari ausiliari, i controllori di febbri e mascherine, i geometri misuratori degli spazi interumani, non sarebbe molto meglio assumere in ogni plesso scolastico, almeno per questo anno appena iniziato, un medico e un infermiere?". E' la proposta lanciata attraverso l'Adnkronos Salute dall'immunologo Mauro Minelli, referente per il Sud Italia della Fondazione medicina personalizzata.  

Perché non servirsi di "quei professionisti, che se ne trovano non pochi in attesa di un posto di lavoro, da assumere magari anche con contratti a tempo determinato, e con compiti precisi da assolvere?", chiede. "Non potrebbero queste figure, d'autorità (riconosciuta da tutti, studenti e docenti) ed in forza di una loro specifica competenza, proporre ed imporre, ove necessario, misure organizzative, cautelative ed eventualmente interventistiche adeguate, controllando personalmente ogni passaggio inerente l'attuazione delle corrette misure preventive?", prosegue Minelli, docente di Igiene generale e applicata all'UniPegaso.  

"E quanto costerebbe questo servizio, rispetto al disservizio frutto di una gestione frettolosa, raffazzonata e, dunque, tutt'altro che sicura? Mi chiedo tutto questo, e lo chiedo non per mia curiosità - conclude - ma per un numero imprecisabile di lavoratori coraggiosi che, quotidianamente, quasi con rassegnazione, ma sempre in dignitoso silenzio e con eccezionale senso di responsabilità, svolgono funzioni extra-ordinarie rispetto alle loro reali competenze". 

Fonte Adnkronos