Financial Times: "Vaccino Usa non sarà pronto prima di elezioni" 


Il vaccino Usa no sarà pronto prima del voto per le presidenziali. Lo scrive il Financial Times, che riporta le parole di Stephane Bancel, amministratore delegato di Moderna. La casa farmaceutica non sarebbe pronta a chiedere l'autorizzazione almeno fino alla fine di novembre, smontando l'ipotesi di fornire a Donald Trump un colpo di grande portata alla vigilia del voto.  

"Il 25 novembre è il momento in cui avremo abbastanza dati sulla sicurezza da poter chiedere l'autorizzazione all'uso di emergenza che invieremo alla Food and drug Administration, supponendo che i dati di siano buoni, cioè un vaccino che è considerato sicuro", ha spiegato Bancel. 

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Stato emergenza, governo verso proroga a fine gennaio 


L'ufficialità non c'è ancora. Ma, a quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti, durante l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione subito dopo il Cdm, si è parlato anche della proroga dello stato di emergenza, per ora ferma al 15 ottobre. E se finora si era parlato di una proroga al 31 dicembre, nel corso della riunione si sarebbe ragionato sull'opportunità di andare ben oltre la fine dell’anno, visto che la fase di convivenza col virus è destinata a durare ancora a lungo. Una sensibilità, raccontano le stesse fonti, condivisa dalle forze di maggioranza: sempre secondo quanto apprende l’Adnkronos, infatti, il governo sta valutando di prorogare fino al 31 gennaio 2021. Un mese in più, dunque, rispetto alle ipotesi circolate negli ultimi tempi. La proposta sarebbe stata valutata positivamente. Lo stato di emergenza taglierebbe così l’infelice traguardo di un anno, visto che venne decretato esattamente il 31 gennaio del 2020. 

Nel corso della stessa riunione, il dem Dario Franceschini avrebbe inoltre sottolineato la necessità di spingere su Immuni, la app per la gestione del contact tracing nell’emergenza Covid. E così, raccontato alcuni presenti all’Adnkronos, il Guardasigilli Alfonso Bonafede avrebbe lanciato un’idea: una ‘maratona’ tv che inviti gli italiani a scaricare l'applicazione, spingendo l’acceleratore sui download. Una sorta di ‘Telethon’ dedicata a Immuni, con tanto di contatore sullo schermo per visionare il numero di italiani che aderiscono all’iniziativa. 

Fonte Adnkronos


Covid, app Immuni scaricata da oltre 6,6 milioni di persone 


A quanto apprende l'Adnkronos, ad oggi sono 6,6 milioni (6.606.696) le persone che hanno scaricato la App Immuni. Si tratta del 17% degli smartphone che ci sono in Italia, percentuale dalla quale sono esclusi i minori di 14 anni. Da metà ottobre la App italiana sarà tra le prime 'interoperabili' a livello europeo e sarà connessa con quella irlandese e quella tedesca.  

Dal 1 giugno sono stati 299 gli utenti positivi che avevano Immuni e che hanno caricato le loro chiavi nel backend (21 a giugno, 38 a luglio e 96 in agosto, e 144 nei primi 24 giorni di settembre). Le notifiche, che vengono registrate dal 13 luglio, finora sono state 4.490 (1.109, pari a 24% del totale, solo negli ultimi 10 giorni).  

Dieci casi positivi hanno ricevuto la notifica di alert da Immuni essendo stati contatti stretti di un altro utente positivo, che aveva Immuni. Tutti potenziali focolai che sono stati contenuti grazie alla app. 

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Immunologa Viola: "Non è vero che vaccinarsi per altre malattie ci difende" 


"C'è una netta differenza tra difendere la validità delle vaccinazioni come strumenti per controllare o eliminare le malattie e affermare che vaccinandoci per 'x' saremo protetti anche contro Covid-19. Se anche le intenzioni sono buone, affermare cose non vere o non ancora dimostrate mette a rischio la credibilità di tutto quello che sosteniamo. Le vaccinazioni possono allenare il sistema immunitario e proteggerci da Covid-19? Forse, ma non lo sappiamo". Lo scrive su Facebook l'immunologa Antonella Viola, ordinaria di Patologia generale del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova.  

"Ci sono diversi trial clinici in atto per analizzare l'effetto del vaccino Bcg (tubercolosi) su Covid-19, ma anche questi non conclusi. Per tutto il resto, influenza, pneumococco, non possiamo dire nulla - rimarca l'immunologa -. Certamente, possiamo rinnovare l'invito a vaccinarsi alle categorie per cui il vaccino è raccomandato e gratuito (per l'influenza donne in gravidanza, persone affette da patologie, adulti oltre i 60 anni, bambini tra i 6 mesi e i 6 anni) ma restando nell'ambito di quello che sappiamo. Proteggere la credibilità della scienza oggi - conclude - significa proteggere la salute dei cittadini domani". 

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Covid, in Gb superati ancora i 7mila casi 


Per il secondo giorno consecutivo in Gran Bretagna sono stati superati i 7mila nuovi casi di coronavirus. I nuovi contagi accertati nelle ultime 24 ore sono 7.108 (ieri erano stati 7.143, nuovo record), portando il totale dall'inizio della pandemia a 453.264 casi. I nuovi decessi registrati dalle autorità sanitarie sono stati 71, lo stesso numero delle precedenti 24 ore, per un totale di 42.143 vittime accertate.  

Per il Regno Unito è un "momento critico", ha spiegato il premier Boris Johnson nel corso di una conferenza stampa dove non ha nascosto le difficoltà che il Paese sta incontrando di fronte alla nuova ondata di coronavirus. L'aumento dei contagi, ha detto Johnson, è il motivo per cui si sono rese necessarie nuove misure restrittive. "So che alcuni pensano che dovremmo lasciar perdere e lasciare che il virus faccia il suo corso, nonostante l'enorme perdita di vite umane che questo potrebbe comportare", ha detto il premier. "Devo dire che sono profondamente in disaccordo. Non credo che questo sia ciò che vogliono i britannici", ha aggiunto. Johnson ha detto di non volere "tornare a un lockdown nazionale" e ha invitato i cittadini a "seguire le linee guida e deprimere il virus".  

 

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Covid, 287 nuovi casi in Campania 


Sono 287 i casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania dall'analisi di 5.584 tamponi. Il totale dei positivi in Campania dall'inizio dell'emergenza sale a 12.742, mentre sono 595.991 i tamponi complessivamente esaminati. Nessun nuovo decesso legato al coronavirus è stato registrato oggi in Campania, con il totale dei deceduti dall'inizio dell'emergenza che resta pertanto 463. Sono 139 i nuovi guariti, con il totale dei guariti che sale a 6.166. 

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Covid, in Lombardia 201 nuovi casi e 4 morti  


Sono 201 i nuovi positivi al coronavirus in Lombardia (di cui 22 'debolmente positivi' e 6 a seguito di test sierologico) mentre sono 4 i decessi registrati nelle ultime 24 ore, per un totale, dall'inizio dell'epidemia di 16.955 morti. E' quanto emerge dai dati diffusi dalla Regione. I tamponi effettuati sono 18.804, per un totale complessivo di 2.108.944. Quanto ai pazienti guariti/dimessi sono 80.712 (+236), di cui 1.491 dimessi e 79.221 guariti. Quelli ricoverati in terapia intensiva sono invece 34 (+1) mentre i calano i ricoverati non in terapia intensiva: sono 306 (-9). 

In particolare, sono 58 i nuovi positivi nella provincia di Milano, di cui 21 a Milano città. Quanto alle altre province, a Bergamo si registrano 16 nuovi casi, a Brescia 27, a Como 4, a Cremona, 4, a Lecco 5, a Lodi 6, a Mantova 10, a Monza 25, a Pavia 17, a Sondrio 4 e a Varese 17. 

 

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Covid, lo studio: "Alcuni tumori rendono più resistenti a infezione" 


Le persone colpite da tumore del polmone e della testa-collo potrebbero essere più resistenti all'infezione da Sars-Cov-2 rispetto alle persone sane. A mettere in luce aspetti sorprendenti sulle interazioni tra Covid-19 e cancro è un lavoro appena pubblicato sulla rivista 'Journal of Experimental & Clinical Cancer Research', frutto della collaborazione tra l’Istituto nazionale tumori Regina Elena, l'Istituto San Gallicano, l’università di Milano e l’università di Chicago. Lo studio prende in considerazione due tipi di tumori: testa-collo e polmone, ovvero i tumori di quegli organi, delle vie aeree alte e basse, maggiormente attaccati dal nuovo coronavirus. Sono stati analizzati i profili di espressione genica di 478 pazienti con tumore della testa-collo, 510 affetti da adenocarcinoma polmonare e 501 da tumore del polmone a cellule squamose.  

I risultati ottenuti dimostrano che le cellule tumorali, rispetto alle cellule normali, presentano bassi livelli di una proteina, TMPRSS2, necessaria per l’entrata del virus nelle cellule: una sorta di protezione all’infezione. I tumori della testa-collo maggiormente aggressivi e con una prognosi più infausta, presentano livelli ancora più bassi di TMPRSS2, e sono quindi ancora più resistenti all’infezione. Responsabili di tale meccanismo sono le piccole molecole di Rna, chiamate microRna, in grado di regolare l’attività dei geni che producono proteine e presenti in alte quantità nelle cellule tumorali. I microRna, potrebbero quindi rivelarsi degli efficaci strumenti terapeutici per contrastare l’infezione da coronavirus. 

"Nel nostro lavoro, – illustra Giovanni Blandino, direttore dell’Unità di oncogenomica ed epigenetica Ire e primo autore dello studio - sono stati identificati un gruppo di 6 microRna presenti in alti livelli nelle cellule tumorali, in grado di bloccare la produzione di TMPRSS2. Questa correlazione inversa tra l’espressione dei 6 microRna e di TMPRSS2 è stata inoltre verificata in un paziente con tumore della testa-collo positivo all’infezione dal Sars-Cov-2".  

"I risultati ottenuti – prosegue Blandino - suggeriscono di apprendere, proprio dagli studi condotti sulle cellule tumorali, i meccanismi molecolari che mediano la resistenza all’infezione da Sars-Cov-2".  

"I microRna inoltre - conclude Gennaro Ciliberto, direttore scientifico Ire - già coinvolti in diversi trial clinici per lo sviluppo di nuove terapie mirate per i tumori, grazie alla loro capacità di regolare l’espressione delle proteine coinvolte nella entrata del virus nelle cellule, potrebbero essere degli strumenti terapeutici efficaci per diminuire il tasso di infezione di Sars-CoV-2".  

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Covid, 1851 nuovi casi e altri 19 morti 


Sono 1.851 i nuovi casi di coronavirus in Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 19 morti, che portano il totale a 35.894 dall'inizio dell'emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 105.564 tamponi. Le persone ricoverate sono 3.327 (+8), mentre i pazienti in terapia intensiva sono 280, con un incremento di 9 unità. 

287 nuovi casi in Campania 

Nel Lazio altri 210 casi e 5 morti 

In Lombardia 201 nuovi positivi e 4 decessi 

51.263 gli attualmente positivi al coronavirus in Italia (+633 da ieri) e il totale dei guariti è di 227.704 (oggi 1198 dimessi). Anche oggi in nessuna regione italiana si registrano zero casi di coronavirus. La più colpita è nuovamente la Campania con 287 riscontri, 210 nel Lazio e 201 in Lombardia. La regioni meno colpite sono Valle d'Aosta e Molise con 6 nuovi casi. Sale la Basilicata con ben 32 casi (ieri erano 6).  

 

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Covid, l'allarme: "25 infermieri contagiati in 20 giorni" 


"Venticinque infermieri contagiati da Nord a Sud solo dall'8 settembre a oggi. Con la Campania che vive una situazione a dir poco allarmante, che rischia addirittura di peggiorare. E’ un vero e proprio 'bollettino di guerra' che si registra nelle strutture della pubblica sanità nel nostro Paese". Sono i dati, riferiti dal sindacato Nursing Up, che arrivano dalle Asl locali e dagli organi di informazione. "Con i nostri referenti regionali, ogni giorno - spiega Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up - monitoriamo la situazione all’interno degli ospedali. Il quadro è davvero allarmante e le prossime settimane lasciano immaginare solo un peggioramento della situazione, con gli infermieri italiani sempre e costantemente impegnati in prima linea ed esposti come nessun altro al rischio Covid".  

I dati, dice De Palma, "parlano chiaro. In un arco di tempo che va dall'8 settembre fino al 28 settembre abbiamo i 5 contagi di Ragusa (8 settembre), i 4 casi di Alessandria (tutte infermiere donne) del 12 settembre, e poi 1 contagio a Genova (12 settembre), ben 5 casi al Cardarelli di Napoli (14 settembre), un caso di contagio a Potenza (23 settembre), ben 5 casi a Castellammare di Stabia (25 settembre) che fanno della Campania la regione più colpita anche per contagi di colleghi infermieri, infine Perugia con l’allarmante e recente caso di tre infermieri del reparto di nefrologia (28 settembre) e il ciclo terribile si chiude con Foggia, sempre 28 settembre, con 1 contagio".  

Di fronte a questi numeri "è giusto chiedersi che futuro ci aspetta. Noi infermieri - continua De Palma - siamo consapevoli dei rischi che corriamo dal primo giorno dell’esplosione di questa terribile emergenza. Oggi conosciamo meglio questo agente virale, ci siamo aggiornati durante questa estate di calma apparente e abbiamo addirittura studiato per conto nostro per comprendere meglio quali sarebbero stati i nuovi rischi da affrontare. Eravamo e siamo consapevoli che l’emergenza sarebbe tornata e siamo pronti a lottare per difendere la salute dei cittadini, mettendo anche a rischio la nostra vita. Ma mentre noi continuiamo a metterci la faccia, ogni giorno, ci chiediamo chi e in che modo sosterrà la nostra battaglia".  

De Palma chiama in causa i datori di lavoro, "dal Governo, alle Regioni, a coloro che hanno la responsabilità di tutelare i dipendenti della sanità pubblica. Per queste ragioni scenderemo in piazza il prossimo 15 ottobre a Roma al Circo Massimo. Non solo per gli adeguamenti contrattuali e gli aumenti in buste paga. Ma per urlare la rabbia, la paura, l’ansia, che quanto è accaduto a marzo nelle corsie non si ripeta".  

"E’ l’ennesimo invito alla classe dirigente. Prima che sia tardi, metteteci nella condizione di combattere con le spalle coperte. Perché al fronte ci siamo noi e non voi. Perché a rischio contagio ci siamo noi e non voi. Perché a noi potete anche voltare le spalle di nuovo, tanto prima o poi ne risponderete. Ma non perdiamo di vista il primo obiettivo: difendere la salute dei cittadini. E solo armati di tutto punto possiamo ingaggiare una nuova lotta contro il nemico che non sia improba e dall’esito infausto", conclude De Palma. 

 

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Covid, nuovo record di contagi in Olanda: 3.294 in 24 ore 


L'Olanda continua a registrare record di contagi. Il bollettino di oggi registra 3.294 nuovi casi positivi, il più alto mai registrato in 24 ore, nel secondo record consecutivo. Si tratta del 40% di contagiati in più rispetto a mercoledì scorso, sottolinea il sito Nl Times. I morti delle ultime 24 ore sono 13.  

Secondo l'istituto sanitario olandese Rivm, nell'ultima settimana vi sono stati 9.219 contagi, il 35% in più della settimana precedente. In testa ai contagi di oggi c'è Amsterdam con 377 nuovi positivi (+45% in una settimana), seguita da Rotterdam con 259 positivi (+ 67%) e l'Aja con 249 (+96%) 

Da ieri sera in Olanda è in vigore la chiusura dei bar alle 22 e vi sono restrizioni di movimento da e per Amsterdam, Rotterdam e l'Aja. Quando il primo ministro Mark Rutte ha annunciato le misure, ha avvertito che si teme di arrivare a 5mila contagi al giorno.  

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Covid, "vaccino Moderna ben tollerato in anziani" 


Notizie positive dagli Stati Uniti: il vaccino sperimentale contro Covid-19 sviluppato dalla biotech Moderna insieme al Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Disease), diretto dal virologo Anthony Fauci, è "ben tollerato e genera una risposta immunitaria negli anziani". E' quanto emerge da uno studio di fase 1 del vaccino a mRna, attualmente in fase 3 di sperimentazione. Il report, pubblicato sul 'New England Journal of Medicine', fornisce un nuovo 'mattoncino' a sostegno dello sviluppo di questo candidato vaccino. 

Lo studio di fase 1 è iniziato il 16 marzo scorso ed era stato ampliato circa un mese dopo per arruolare gli anziani. Si tratta di soggetti più vulnerabili alle complicanze del Covid-19, una popolazione importante per la vaccinazione. "Capire come il vaccino agisce sugli anziani è un elemento fondamentale per misurarne la sicurezza e l'efficacia", riferiscono i National Institutes of Health (Nih) americani. 

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Covid, Ricciardi: "Intervenire con tempestività dove c'è rialzo contagi"  


"In confronto a molti altri Paesi l’Italia si è dimostrata più efficace nella prevenzione del contagio, avendo fatto tesoro dell’esperienza vissuta nella prima parte della pandemia. Tuttavia deve mantenere alta l’attenzione e intervenire con tempestività nei territori che mostrano un rialzo dei contagi". Lo sottolinea Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, commentando il focus Osservasalute sulla letalità nella seconda fase dell'epidemia da Covid-19 in Italia. 

"L’esperienza fatta - rileva Ricciardi - suggerisce la necessità di mettere in piedi un sistema di sorveglianza sanitaria in grado di intercettare e quindi attivare precocemente gli interventi più idonei per arginare crisi sanitarie come quella che stiamo vivendo. È necessario raccogliere il maggior numero di informazioni su eventi che possono segnalare un problema sanitario emergente e metterle a sistema con tutto il patrimonio informativo già disponibile. Per far questo - conclude - si dovrà procedere speditamente con la digitalizzazione delle informazioni, un processo quanto mai auspicabile non solo per il settore della sanità ma per tutto il Paese".  

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Covid, "in prima fase 'sfuggiti' molti positivi" 


"Sono state molto numerose le persone positive a Covid-19 non intercettate dal sistema di sorveglianza" nella prima fase della pandemia in Italia. "Ciò ha favorito la circolazione di molte persone in grado di trasmettere il virus al resto della popolazione". A sottolinearlo è Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, commentando il report diffuso oggi.  

L'esperto cita i dati pubblicati agli inizi di agosto dell’indagine campionaria, svolta dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) in collaborazione con il ministero della Salute e la Croce Rossa, che ha stimato attraverso test sierologici il numero di contagiati al 27 luglio: circa 1 milione e mezzo di persone, pari al 2,5% della popolazione, hanno sviluppato gli anticorpi per il Sars-CoV-2. Una prevalenza "superiore di circa 6 volte rispetto ai casi notificati", confermando che la prevalenza dei contagiati fosse sottostimata.  

Il dato che sorprende è che solo il 27,3% dei positivi era asintomatico, mentre ben il 66% dei positivi ha dichiarato di aver avuto i sintomi riconducibili al virus. In particolare, il numero stimato di persone con anticorpi Sars-CoV-2 e sintomi era pari a 981.000, mentre alla data del 27 luglio i contagiati totali registrati erano 246.000, cioè oltre 700.000 in meno. "Questa evidenza suggerisce l’importanza di presidiare con attenzione i luoghi dove è più facile la diffusione del contagio e l’urgenza di predisporre dispositivi, di comprovata efficacia, per l’effettuazione di test veloci alla popolazione", sottolinea Solipaca. 

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Covid, letalità in calo in Italia: virus corre al Sud 


Si è ridotta la letalità di Covid-19 in Italia: è passata dal 14,5% dei contagiati della prima ondata (fino al 16 giugno) all'11,5% attuale (dati al 24 settembre). Ma i contagi sono in forte crescita specie in alcune regioni 'osservate speciali': Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia sono le regioni che stanno sperimentando un andamento preoccupante dei contagi, come dimostrano gli incrementi del numero dei positivi dal 16 giugno al 24 settembre, più elevati rispetto al resto delle regioni italiane, +154,2% (positivi passati da 1.365 a 3.471 nel periodo considerato), +140,7% (positivi passati da 4.613 a 11.102 ), +90,8% (da 7.967 a 15.205) e +83,8% (da 3.460 a 6.359) rispettivamente. 

E' quanto emerge dall'aggiornamento al 24 settembre dei dati relativi all'emergenza Covid-19 dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio e ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica - campus di Roma, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell'Osservatorio.  

Il numero dei contagi medi giornalieri in Campania era pari a 67 casi nei primi 60 giorni della pandemia (dal 24 febbraio al 23 aprile), mentre negli ultimi 60 giorni (dal 27 luglio al 24 settembre) è salito a 102; in Sardegna nei medesimi periodi si è passati da 21 a 35 casi medi giornalieri, nel Lazio da 101 a 110 e in Sicilia da 49 a 53. In queste regioni si riscontra anche un numero mediamente più basso di persone sottoposte a test: 11,7 per 100 abitanti nel Lazio, 9,3 in Sardegna, 6,7 in Sicilia e 6,1 in Campania (Italia 10,8 per 100 abitanti). Fortunatamente la letalità continua a restare tra le più basse: 4,1 decessi ogni 100 contagiati in Campania, 4,3 in Sicilia, 4,6 in Sardegna e 5,9 nel Lazio (Italia 11,8). 

Quanto a Lombardia e Piemonte, le 2 regioni che nella prima fase della pandemia sono state colpite più violentemente dai contagi, nella seconda fase presentano "un incremento mediamente più limitato dei nuovi contagi, rispettivamente del 14,6% e 11,5%. Il numero medio di contagi giornalieri dal 24 febbraio al 23 aprile era pari a 1.169 in Lombardia e 386 in Piemonte", mentre "dal 27 luglio al 24 settembre sono scesi mediamente a 159 e 51 contagi, rispettivamente", rileva il report. 

In Lombardia "persiste la percentuale di letalità più elevata, 16,1 decessi per 100 contagiati". Anche il Piemonte presenta una letalità elevata, pari al 12% dei contagiati. La pandemia da coronavirus, sottolineano gli esperti è entrata in una fase nuova: la diminuzione del numero dei contagi giornalieri osservati fino all'inizio dell'estate si è arrestata ed è iniziata una lenta, ma significativa risalita dell'incidenza di Covid-19. Non è possibile stabilire con esattezza il riferimento temporale delle due fasi, ma per convenzione gli esperti propongono di porre l'attenzione sul periodo che va dal 24 febbraio al 16 giugno e su quello che dal 17 giugno arriva al 24 settembre, data ultima dei dati presentati. 

Ebbene, al 16 giugno i casi totali di persone positive erano 237.500 (pari allo 0,4% della popolazione), a fronte di 4.695.707 tamponi effettuati, corrispondenti a 2.891.846 persone (pari al 4,8% della popolazione). Il numero di decessi era pari a 34.405 (5,7 ogni 10.000 abitanti) e la letalità al 14,5% dei contagiati. Dal 16 giugno al 24 settembre i casi totali sono aumentati a 304.323 (circa il 28% in più), i test effettuati 10.787.694, corrispondenti a 6.520.661 persone (circa il 126% in più). I decessi 35.781 (il 4% in più), mentre la letalità scende all'11,8%. 

Fonte Adnkronos


Speranza: "Al momento in Italia numeri non da lockdown" 


"Al momento i numeri non giustificherebbero un nuovo lockdown". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando dell'emergenza Coronavirus nel corso della trasmissione 'Carta Bianca' su Rai 3. "Da metà agosto i numeri sono peggiorati ma non siamo al livello di altri paesi europei. Dobbiamo mantenere grande attenzione, rispettare le regole. Arrivano mesi non facili e i comportamenti di ciascuno sono fondamentali", ha ribadito Speranza.  

"Dobbiamo lavorare giorno e notte con grande sintonia fra i diversi livelli istituzionali per evitare un lockdown totale che avrebbe un grande costo e al momento i numeri in Italia non lo giustificherebbero. Ma è chiaro -ha aggiunto il ministro- che tutto dipende dai comportamenti delle persone e dalla nostra capacità di tenuta".  

Speranza si è detto "sicuro che vinceremo questa sfida", ribadendo però che "ci attendono mesi difficili". "Credo che entro 6/7 mesi avremo a disposizione le prime dosi di un vaccino e alcuni farmaci efficaci costruiti sulla ricerca degli anticorpi monoclonali", ha spiegato, non escludendo invece l'ipotesi di un'ulteriore proroga allo stato d'emergenza. "E' una valutazione che faremo a tempo debito". 

Fonte Adnkronos


Covid, Zaia: "In Veneto non c'è più emergenza"  


"In Veneto ora non c'è più emergenza sanitaria. Abbiamo 28 persone in terapia intensiva, contro le centinaia di prima. Solo l'1,8 per cento dei nostri medici si è infettato nella fase acuta, perchè ha sempre usato la mascherina". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ospite della trasmissione 'Porta a Porta'.  

"Finché non ci si mette in testa questa cosa - ha spiegato - non se ne verrà fuori. Questo virus come è arrivato se ne andrà, ma ora siamo in una fase difficile". 

"Il Veneto fa sapere Zaia- ha chiesto di adottare i tamponi rapidi e finalmente, poche ore fa, è arrivato l'ok del Governo che ci ha autorizzato. Un test che darà esito in 7 minuti. Noi siamo pronti anche con i test rapidi salivari, non invasivi per i bambini come i tamponi. Anche qui l'esito in massimo 10 minuti". "Per quanto riguarda i vaccini anti influenzali - aggiunge - avendone acquistati a migliaia, li distribuiremo anche alle farmacie".  

Fonte Adnkronos


Sileri: "Italia rischia di fermarsi per troppe quarantene" 


"Per vedere gli effetti della ripresa della scuola serviranno almeno due settimane, ci saranno sicuramente dei focolai, in realtà già ce ne sono, ma questa è la nuova normalità. In realtà io sono più preoccupato dai controlli di questi focolai. E lo sono ancora di più dalle quarantene perché noi rischiamo che quando si trova un ragazzo positivo finisce in isolamento un discreto numero di persone. E poi può succedere che con la concomitanza della sindrome influenzale, l'Italia possa fermarsi non per il lockdown ma per la moltiplicazione delle quarantene". Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri al programma 'Fuori dal coro' in onda questa sera su Rete 4.  

Ma c'è una soglia di casi oltre la quale si deve pensare ad un nuovo lockdown? "Con i numeri attuali non stiamo rischiando una chiusura completa, un lockdown come in marzo. I numeri stanno crescendo molto lentamente e la situazione è sotto controllo", ha detto Sileri, spiegando che "il problema non è la soglia ma la velocità con cui si arriva a questa soglia". 

"Noi oggi, in Italia, abbiamo circa 1.600 positivi con una crescita estremamente lenta. E non mi preoccupano. Se io vedessi da un giorno all'altro, per due giorni successivi - sostiene il viceministro - un incremento del 20 o 30% mi preoccuperei anche dei 1.600 casi. Mentre non mi fanno paura 10mila casi, fra tre mesi, che saremo riusciti a controllare, isolando tutti focolai e non gravando sul servizio sanitario nazionale". "Noi abbiamo un vantaggio rispetto agli altri Paesi: abbiamo avuto un lockdown più lungo e abbiamo spento eventuali focolai secondari, poi - ricorda - abbiamo iniziato a utilizzare la mascherina prima degli altri. Basti pensare alla Gran Bretagna dove stanno cominciando a usarla obbligatoriamente solo ora".  

E ancora, per Sileri, anche se a macchia di leopardo "i nostri ospedali sono pronti", a fronteggiare anche situazioni più impegnative. "Abbiamo i posti in terapia intensiva, abbiamo sicuramente i posti di medicina interna e malattia infettive che sono aumentati di 6 o 8 volte in questi mesi. La disponibilità di posti letto c'è. Sono preoccupato, però, di ciò che non è Covid in questo momento. Perché una attenzione maggiore dobbiamo darla per trattare quelle malattie che colpiscono quotidianamente i nostri cittadini e che purtroppo rimangono indietro", conclude.  

 

Fonte Adnkronos


Covid, Mantovani: "Virus indebolito? Crederlo ci farà perdere la partita" 


"Non faccio mai commenti sulle curve dei contagi" da coronavirus Sars-CoV-2. "Ma dico che non c'è nessun dato che suggerisca che il nostro avversario si sia ingentilito e abbia perso forza. Siamo al primo tempo della partita e le partite si chiudono al 90esimo. Se puntiamo sull'avversario indebolito, perdiamo la partita. Io sono ottimista e penso che questo Paese si è comportato in modo straordinario, continuiamo così e usciremo da questo enorme problema che abbiamo avuto, ma veramente dipende da noi". E' l'analisi dell'immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e docente di Humanitas University. 

"Rinnovo la mia raccomandazione - spiega all'Adnkronos Salute, oggi a margine del convegno 'Covid-19, il virus ignorante', organizzato dalla Fondazione The Bridge in collaborazione con la Regione Lombardi - ad allenare il sistema immunitario, in previsione dell'autunno-inverno. Allenare vuol dire fare i vaccini raccomandati che sono non solo quello dell'influenza per gli anziani, ma anche anti pneumococco ed herpes. Poi ci sono gli stili di vita: non fumare, consumare frutta e verdura, fare esercizio fisico".  

Quanto alla conoscenza del nemico Covid-19 "negli ultimi giorni - osserva - sono stati resi disponibili dati di genetica che ci danno una prospettiva nuova sulla malattia. Lo studio coordinato da Jean-Laurent Casanova e Luigi Notarangelo, un 'cervello' purtroppo uscito da questo Paese, ha dimostrato che difetti genetici del sistema immunitario sono fondamentali per le manifestazioni cliniche della malattia grave. Uno studio parallelo ha mostrato che i soggetti che non hanno difetti genetici hanno autoanticorpi che bloccano quella stessa via di resistenza antivirale. Quindi cambia un po' il nostro modo di vedere la malattia che ha una componente genetica, una componente genetica di immunodeficienza, una componente di autoimmunità e di infiammazione fuori controllo. Stiamo mettendo insieme i pezzi del puzzle", conclude. 

Fonte Adnkronos


Covid, 203 casi e tre morti in Lombardia 


In Lombardia ci sono nelle ultime 24 ore tre morti e 203 nuovi contagi al Covid19, l'1,4% dei 13.791 tamponi analizzati. Dei nuovi positivi, riferisce la Regione, 19 lo sono debolmente e uno è emerso a seguito di test sierologico. Sono due in più i ricoverati in terapia intensiva rispetto a ieri, per un totale di 33 posti occupati. Secondo i dati della Regione, i guariti e i dimessi sul territorio sono in tutto 80.476 e rispetto a ieri 435 in più. I ricoverati in ospedale per (o con) il Covid19 ma non in terapia intensiva sono 315, nove in più rispetto a ieri.  

Ecco, in dettaglio, i nuovi casi per provincia: Milano 82, di cui 48 a Milano città; Bergamo 13; Brescia 14; Como 23; Cremona 5; Lodi 1; Mantova 11; Monza e Brianza 13; Pavia 12; Sondrio 8; Varese 26. Nessun nuovo contagio è stato registrato in provincia di Lecco. 

Fonte Adnkronos